- La redazione
- 17 maggio 2023
E se vi avessero detto che sarebbe stato possibile scambiare oggetti d’uso scolastico su una piattaforma dedicata, in modo da dare loro una seconda vita ed un nuovo proprietario, oppure lasciare a casa la vostra borraccia d’acqua, cosa avreste risposto? Non li avreste votati pure voi?!? Queste difatti sono state alcune delle proposte che ha permesso ai ragazzi di Playlista di essere scelti come rappresentanti d’istituto, il 17 novembre scorso.
Marta, Fabio, Jacopo e Alessio non si aspettavano di vincere, e nemmeno Aurora, unica dei candidati della Giovine Magistri, ad essere eletta (certo, il nome della lista non avrà aiutato…). Distributori d’acqua gratuita (grazie, Greta!), l’intramontabile Giornata dello studente, l’irriducibile Contest per il logo del merchandising ed il benaccetto weekend in montagna (dopo le restrizioni degli anni precedenti): questi gli ingredienti del programma con cui i vincitori hanno inferto i colpi, uno dopo l’altro, alla lista avversaria, la quale è sembrata un po’ arrancare, seguendo un format già visto e sentito, dai toni poco green e poco appeal.
Un po’ superata (e in parte già esistente), difatti, è apparsa l’idea della piattaforma di condivisione del materiale didattico; un po’ onerosi (in termini di carico di lavoro) e un po’ pericolosi i corsi di peer tutoring tra studenti, cui non si po' affidare una responsabilità così importante, come le attività di recupero.
Un po’ utopistico organizzare gli ordini della mensa, che nell’ora di punta appare più una bolgia.Non li ha salvati nemmeno l’idea di una fantasmagorica festa in maschera, che, sì, avrebbe potuto trasformare la scuola in una delle sale di Versailles ai tempi di Luigi XIV, ma che non sarebbe bastata a sollevare gli animi degli studenti, impegnati a fare i conti con esigenze un po’ più serie. Aurora, tuttavia, l’unica superstite del gruppo dei Giovini, si dice stupita della sua elezione, anche se i candidati della sua lista erano consapevoli che le “quote rosa” avrebbero “spaccato” (a conferma dei nuovi orientamenti anti-gender-gap dell’istituto!).
“A motivare le nostre iniziative è stata la volontà di portare innovazione all'interno della realtà scolastica, incorporando aspetti interessanti, accattivanti e rivolti maggiormente agli studenti – afferma Alessio B., gongolando per la vittoria strappata agli avversari, forse non facendo del tutto caso alle aspettative generate dai punti del loro programma negli elettori.
Noi della redazione, in primis, ci saremmo aspettati dunque di vedere disseminati, per i corridoi della scuola, distributori d’acqua, cui rifornirsi gratuitamente; ci eravamo già immaginati in tuta da sci, con il bob in spalla, sulle bianche distese di Bobbio o Madesimo. Ma, ahimè, qualcosa, evidentemente, non ha funzionato negli ingranaggi del programma. Tuttavia, va dato atto a Playlista della riuscita dell’iniziativa, sicuramente degna di lode, “We for the planet”, campagna di sensibilizzazione sull'ambiente, attraverso un incontro con i suoi attivisti (perdonate la nostra iniziale diffidenza!).
Si è svolta in auditorium il 13 maggio, nonostante l’acustica non fosse delle migliori: tre gli attivisti impegnati ad informare il pubblico dell’impatto ambientale dell’abbigliamento. Alla insostenibilità della Fast fashion (produzione di abbigliamento rapida, ad un prezzo accessibile) gli “amici del pianeta” hanno proposto i vantaggi eco-compatibili della Slow fashion, ossia un nuovo approccio all’abbigliamento, che consiste nell’acquisto di capi creati per durare nel tempo, lavorati da una manodopera pagata in maniera equa e realizzati con materiali di qualità ed ecosostenibili. Tale approccio include anche l’acquisto dell’usato e del ricondizionato, anziché del nuovo.
Detto questo, a prescindere dal “tenero” e “affettuoso” bilancio sull’operato dei rappresentanti d’istituto, veniamo al vero motivo per cui abbiamo voluto ospitarli presso la nostra redazione e rivolgere loro delle domande il 16 dicembre scorso.
Vi siete mai chiesti da dove hanno origine le figure dei rappresentanti d’istituto? La rappresentanza studentesca è l’applicazione diretta della democrazia rappresentativa nel mondo della scuola ed è stata riconosciuta grazie ad anni di lotte dei Movimenti Studenteschi, nati nella metà del XX secolo nei Paesi occidentali, negli anni di fermento e rivoluzione culturale. Spronando gli alunni ad una partecipazione attiva nella gestione della scuola, tale incarico consente di essere educati ad una cittadinanza attiva, di sentirsi parte di una comunità e sviluppare una coscienza personale; ma soprattutto è un’occasione per mettere in pratica quotidianamente i principi che sono alla base della Costituzione e per conoscere “nel piccolo” il funzionamento della democrazia.
Proprio come i cittadini, in una democrazia di tipo indiretto (o rappresentativo), eleggono i parlamentari, anche all’interno del “sistema-scuola” gli studenti hanno la possibilità di scegliere i propri rappresentanti; in particolare, due di classe e quelli d’istituto (il cui numero varia in basa alla popolazione scolastica). Della democrazia rappresentativa è un riflesso ovviamente anche il diritto/dovere di voto: tutti gli studenti esprimono il proprio voto per scegliere sia i rappresentanti di classe che d’istituto.I primi, eletti all’interno delle singole classi, hanno, come compito principale, quello di rappresentarla e di fare da intermediari nel rapporto tra gli alunni e i professori. I rappresentanti di istituto, invece, si fanno da portavoce degli studenti che frequentano l’intero Istituto nei confronti dell’Istituto stesso.
Come avviene a livello istituzionale, i candidati che aspirano a diventare rappresentanti presentano un proprio programma e sostengono i propri progetti di fronte all’elettorato; i rappresentanti d’istituto propongono una propria lista ed espongono gli obiettivi che intendono raggiungere nell’eventualità della propria elezione. Al termine di libere elezioni, i rappresentanti che hanno ottenuto il maggior numero di voti assumono l’incarico per un anno. Ed eccovi spiegato il motivo per cui Aurora, Alessio, Fabio, Jacopo e Marta hanno trascorso un po’ di tempo con noi.
Insieme a loro, che si sono esposti in prima persona, mettendo tutto il loro impegno per svolgere il loro ruolo al meglio, crediamo che il sistema rappresentativo all’interno della scuola sia una conquista molto importante, poiché costituesce una grande possibilità di partecipare attivamente alla vita scolastica, mettersi in gioco nello svolgimento di un’attività di grande responsabilità e infine confrontarsi con idee diverse dalle proprie, accettando il principio democratico della “maggioranza”.
Inoltre, come già sottolineato, permettendo di sperimentare, e dunque comprendere meglio, il funzionamento della democrazia e della rappresentanza democratica, tale sistema sensibilizza i ragazzi già in giovane età a quella che sarà la partecipazione alla vita politica del proprio Paese.Quindi, cari rappresentanti, augurandoci che passerete ancora a trovarci, vi ringraziamo per ilmomento di confronto condiviso!