"Leggere i classici è come conversare con gli spiriti migliori del passato" (Cartesio)

L'intervento della scrittrice Susanna Tamaro al Salone del Libro a Torino

La scrittrice Susanna Tamaro è intervenuta al Salone del Libro a Torino. Durante il suo intervento ha dato spazio anche ad alcune considerazioni sulla lettura e lo studio dei classici.


Dal punto di vista della scrittrice, sono divenuti obsoleti e difficili da affrontare per i giovani di oggi. Gli studenti non dovrebbero essere sovraccaricati con testi letterari pesanti come quelli di Dante o soprattutto Verga, in quanto risulterebbero un deterrente nello sviluppo dell’amore per la lettura. La domanda che sorge spontanea è: i diretti interessati condividono la sua posizione?

Da studente mi chiedo sulla base di quali dati abbia potuto trarre questo tipo di conclusioni, dato che a nessuno dei miei compagni è stato mai chiesto cosa realmente pensassimo. È perciò lecito farsi portavoce degli studenti senza chiedere loro un’opinione?

La vita di ciascun adolescente è caratterizzata da continui interrogativi che, passo dopo passo, penetrano nell’animo. Ognuno di noi affronta ostacoli che paiono insormontabili, come le mura della città di Dite. Non tutti sono mossi dalla tenacia che caratterizzò Dante, quando superò la coltre di fiamme ed entrò finalmente in Paradiso. Come fare, perciò, per trovare il coraggio?

Personalmente ho imparato molto dai grandi classici. Sono stati in grado di trasmettermi l’amore incondizionato per la lettura. E non solo. Ciò che caratterizza l’individuo che oggi sono, lo devo proprio a quelle pagine. Non avrei potuto trovare insegnamenti più grandi. Seppur scritti in epoche distanti, il messaggio che trasmettono è più attuale che mai. È impossibile non rimanere increduli di fronte ai canti del Purgatorio dantesco. Il Poeta, più di settecento anni or sono, ci ha parlato dell’importanza del libero arbitrio. La libertà di scelta tra il bene e il male. Lo stesso Purgatorio è il cammino verso la purificazione dell’anima, la ricerca del bene e la scoperta della libertà. Come può tutto ciò essere considerato pesante e difficile da affrontare? Nei classici ognuno riscopre il proprio essere, forma la propria mente, diventa capace di riflettere con la propria coscienza. Capace di conoscere e comprendere chi realmente siamo, divenire desto e maturo per intraprendere il viaggio della vita.


Questa mia posizione è condivisa dal Consiglio Scientifico della Fondazione Verga, il quale in risposta alle dichiarazioni della scrittrice Susanna Tamaro scrive in un comunicato:

“L’insegnamento della letteratura a scuola va certamente adeguato ai tempi, dedicando maggiore spazio alla letteratura contemporanea, senza però rinunciare ai grandi classici e alle domande di senso che da essi possono scaturire; il piacere che deriva dalla lettura dei grandi libri ha un’intensità, un valore più duraturo, più profondo della superficiale contingente «piacevolezza» che si sottrae alle domande di senso, anche se queste possono apparire «difficili»; i giovani hanno tendenzialmente bisogno di «comprendere». A tale bisogno può rispondere soprattutto la grande letteratura, mediata dall’insegnamento all’interno di quella comunità interpretante che è ogni classe scolastica”.


In conclusione, credo che ognuno abbia la libertà di definire educativo e formativo ciò che crede.Questa libertà, però, ogni volta che viene espressa con così poco riguardo verso chi è chiamato in causa, si tramuta in imposizione.