- Corti Filippo - Casiglio Chiara - Cainarca Mattia - Frigerio Luca - Pisaniello Luca (5^INF3)
- 10 aprile 2022
Regione Lombardia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha organizzato una serie di incontri con gli studenti del quinto anno degli istituti superiori delle provincie di Cremona, Bergamo e Como, con l’obiettivo di formulare entro l’estate una legge basata sulle idee e le necessità della gioventù.
L'ITIS Magistri Cumacini ha ospitato la quarta tappa del percorso, chiudendo il ciclo di conferenze lo scorso 25 febbraio.In auditorium hanno preso parte al dibattito Alessandro Fermi, Presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Mario Landriscina, sindaco del comune di Como, Giuseppe De Angelis, Questore di Como, Aldo Riva, Sindaco di Dizzasco, Eros Robba, Sindaco di Garzeno e la Consigliera delegata alle Politiche giovanili del Comune di Casnate con Bernate Martina Gammella. Hanno introdotto la giornata la preside ospitante Laura Francesca Rebuzzini e il dirigente dell’UST Marco Bussetti.
Per prepararci all’incontro noi studenti abbiamo letto e analizzato lo Statuto d’autonomia della Lombardia, del 30 agosto 2008. Tale documento presenta gli elementi qualificativi e i compiti della Regione, dal principio di sussidiarietà alla sua programmazione economica e sociale. Tra i temi trattati nello statuto: promozione del diritto alla vita, rispetto del principio di sussidiarietà, gestione dei rapporti comunitari e internazionali, rispetto dell’obbligo di trasparenza, investimenti in ricerca e innovazione, garanzia di pari opportunità e sicurezza dei cittadini, promozione del lavoro come espressione della persona e tutela dell'ambiente e delle risorse naturali.
La prima fase dell’incontro ha coinvolto studenti e istituzioni in un dibattito in cui sono stati trattati importanti temi come la famiglia, la sanità, l’istruzione, la salute mentale degli studenti, l’orientamento in campo scolastico e lavorativo e la disoccupazione giovanile. Noi studenti abbiamo avuto la possibilità di presentare le nostre domande, prendendo attivamente parte all’iniziativa ed aprendo confronti interessanti e stimolanti.
Successivamente è stato compilato un sondaggio relativo agli interessi dei giovani e alla loro partecipazione in politica. I dati hanno rilevato che, tra i valori prioritari per la propria felicità, la maggioranza degli studenti indica lavoro, amici, denaro, tempo libero, politica e religione. Per quanto riguarda invece il posto di lavoro, stipendio, carriera e stabilitàhanno attirato maggiormente l’attenzione.
A tale riguardo, riteniamo che il lavoro sia il punto cardine del nostro futuro. Esso risponde alla triplice esigenza di soddisfazione personale, sostentamento proprio e della propria famiglia e, in particolare, si tratta di un’opportunità concreta di rispondere ad un bisogno della società, diventando cittadini attivi a contatto con le istituzioni e allievi del pensiero di Dante, che già diversi secoli fa vedeva in ignoranza e indifferenza le cause di una società disinteressata al Bene comune e alla propria patria.
Come è stato detto dagli invitati, specialmente da Alessandro Fermi, rendersi partecipi alla vita politica inizia dalla semplice attenzione per le piccole cose che ci circondano: votare responsabilmente alle prossime elezioni comunali, osservare e riportare ciò che può essere migliorato nell’ambiente in cui viviamo, informarsi sui programmi dei partiti per costruire un’identità politica che possa guidare il Paese per i prossimi 50 anni. “Sogni e bisogni tra democrazia e partecipazione” non è soltanto uno slogan, ma rispecchia quanto sia importante il ruolo della politica nella vita dei cittadini equanto i cittadini siano importanti per la vita dello Stato.
Il 22 marzo il Consiglio Regionale lombardo ha approvato, con un’ampia maggioranza, la prima legge rivolta ai giovani, basata su tre macro-obiettivi: il percorso di autonomia, il protagonismo e la partecipazione attiva della persona nella società. Il provvedimento si rivolge ai giovani, circa 2,1 milioni, tra i 15 ei 34 anni che risiedono, studiano e svolgono la loro attività lavorativa nel territorio lombardo. La legge si pone l’obbiettivo di finalizzare in modo più efficace le misure e i programmi rivoltiai giovani, al fine di costruire una politica a sostegno delle nuove generazioni, che le coinvolga attivamente nei processi decisionali ed offra loro occasioni per dimostrare il loro impegno all’interno della società.