Guardando il cielo: i segreti dell'universo

The Code of the Universe è il titolo della mostra esposta in Piazza Verdi, a Como, dall’8 al 30 settembre 2022, promossa dal CERN (European Organization for Nuclear Research), il più grande laboratorio di fisica delle particelle al mondo.


Alcune classi dell’istituto, accompagnate dai loro docenti, il 29 settembre non si sono lasciate sfuggire l’occasione per ripercorrere la storia del nostro universo, attraverso le tappe delle più importanti scoperte scientifiche.


I 16 pannelli fotografici hanno presentato i vari capitoli di questo “infinito” romanzo, illustrando la sua origine e composizione, i processi che lo riguardano ed il suo destino, regalando ai visitatori la sensazione di poterne finalmente captare gli oscuri ed inaccessibili segreti.


Il CERN, fondato nel 1954 da illustri scienziati e situato presso il confine franco-svizzero, vicino a Ginevra, 80 metri sotto la superficie terrestre, si occupa principalmente di “fisica delle particelle”: studia e ricerca gli “elementi ultimi” che compongo l’universo, alla base della vita e dell'esistenza dei pianeti, anche della Terra.


Gli esiti di tali scoperte hanno avuto ed hanno sviluppi in svariati campi: dalla medicina all’ambiente, dall’industria 4.0 alle applicazioni spaziali. Citiamo quelle più note: il “www” (World Wide Web), quel sistema che ha reso possibile la condivisione e lo scambio di informazioni su scala globale; i raggi infrarossi e gli schermi touch screen.


Per quanto riguarda il sole, sono in corso studi sulla reazione di fusione nucleare che avviene al suo interno, con lo scopo di simularla in un reattore nucleare per produrre energia (progetto in fase di svolgimento in Francia).


L’universo, questa scatola nera in cui sembrano galleggiare i vari corpi celesti, si scopre dunque essere un oggetto in metamorfosi, costituito da particelle vaganti, ancora in gran parte sconosciute, la misteriosa “materia oscura”.


Per comprendere l'origine e il “funzionamento” degli enti - galassie, sistemi stellari, nebulose - presenti al suo interno, gli scienziati del CERN sono riusciti a riprodurre in un laboratorio sotterraneo, proprio a Ginevra, le sue condizioni iniziali, a partire da un microsecondo dopo il Big Bang.


Procedendo come in una Matrioska - dal più grande al sempre più piccolo - i pannelli fotografici hanno ricordato agli studenti la struttura fondante dell’universo: l’atomo. Dall’esperimento dei “contatori Geiger” (strumento di misurazione delle radiazioni ionizzanti) si è arrivati alle altre particelle subatomiche: i quark - che in varie combinazioni formano protoni e neutroni; i neutrini, di massa minima e carica elettrica nulla; la “particella di Dio” - il bosone di Higgs, scoperto nel 2013.


Com’è stato possibile? Grazie alla creazione di sette acceleratori di particelle a forma di anello, il più grande dei quali, l’LHC, si estende su una circonferenza di 27 chilometri nel sottosuolo. Al suo interno il vuoto, un fortissimo campo magnetico ed una temperatura di -271,25°C: l’impatto delle particelle ad una velocità prossima a quella della luce ha permesso ai misuratori di rilevare loro caratteristiche e di verificare le ipotesi formulate in questo campo.


“La mostra, i cui pannelli fotografici sono disposti in cerchio come in un ipotetico ciclotrone, ha il pregio di presentare non solo il ruolo del CERN (e degli acceleratori in generale) nella risoluzione delle questioni aperte nella fisica moderna, ma anche le ricadute pratiche che le tecnologie innovative degli acceleratori hanno nella nostra quotidianità, attraverso quasi quaranta fotografie di grande impatto estetico - afferma il prof. A. Ammetto, promotore dell’uscita didattica.


Insomma, una bella full immersion nel mondo della “fisica delle particelle”, che ha lasciato il segno negli studenti, i quali continueranno a guardare il cielo, a porsi delle domande su com’è fatto, a provare curiosità verso le sue leggi. Perché è proprio così che, come gli scienziati del CERN, essi continueranno a scrivere i capitoli successivi della sua storia infinita.