Il futuro della democrazia

Viviamo in un mondo nuovo, tecnologico e innovativo, dove sembra che la politica e le Istituzioni siano sempre più lontane dai ragazzi, che tendono a preferire il proprio benessere a discapito di tutto ciò che li circonda, senza pensare al Bene comune.


È compito della famiglia educare e responsabilizzare i propri figli. Quanto alla scuola, essa deve offrire delle occasioni per far assaporare il mondo reale ai ragazzi, formando dei veri e propri cittadini.


Con il progetto “I Giovani protagonisti dei prossimi 50 anni – Sogni e bisogni tra Democrazia e Partecipazione” la Regione Lombardia ha seguito un percorso di consultazione e ascolto dei giovani del quinto anno degli istituti di Cremona, Bergamo e Como, per dare voce alle loro speranze e aspettative e per consentire un’interlocuzione con i Rappresentanti delle Istituzioni.


A questo proposito è però doveroso precisare che a breve si terranno le elezioni, dunque, l'iniziativa può rivelarsi un'opportunità per tutti. Gli studenti possono entrare in contatto con un mondo che generalmente sembra loro quasi astratto e nascosto, mentre le istituzioni hanno l'occasione di relazionarsi con le nuove generazioni di elettori.


La Magistri ha chiuso il ciclo di conferenze il 25 febbraio 2022 ospitando il Presidente Fermi affiancato dalla Vicepresidente del Consiglio regionale Francesca Brianza e dal Consigliere Segretario Dario Violi.


L’incontro è stato introdotto dalla Preside dell’istituto Laura Francesca Rebuzzini e dal Provveditore Marco Bussetti. Erano, inoltre, presenti il Sindaco di Como Mario Landriscina, il Presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca e il Questore di Como Giuseppe De Angelis.


All’iniziativa hanno preso parte quasi 500 studenti, di cui un centinaio in presenza ed i restanti, appartenenti a diversi istituti della provincia di Como, collegati in remoto.


Per noi è stata in primo luogo un'occasione per documentarci sull'organizzazione della Regione (ai sensi della legge regionale statutaria 30 agosto 2008) e sui suoi compiti in relazione alla politica.


In tale ambito essa è chiamata a promuovere la sussidiarietà, sani ed equi rapporti internazionali e comunitari, una burocrazia trasparente e a garantire un’organizzazione e degli ordinamenti atti a tutelare l'autonomia regionale e le pari opportunità Il nome di questo progetto contiene due concetti fondamentali collegati fra loro: Democrazia e Partecipazione.


Democrazia deriva dal greco antico démos (popolo) e krátos (potere). È una forma di governo nella quale il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità per mezzo di rappresentanze elettive, e garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base egualitaria, all’esercizio del potere pubblico.


La democrazia non si esaurisce nelle elezioni, ma prevede la protezione dei diritti dei cittadini, codificati nelle Costituzioni.


Tutti nobili ideali, che per funzionare necessitano però di un grande impegno civico. Partecipando alla vita politica e sociale i cittadini possono dare voce alle proprie esigenze e interagire nelle decisioni politiche.


L’incontro è stato suddiviso in tre parti.


La prima, un’introduzione fatta dal giornalista Andrea Quadroni, nella quale ha illustrato il programma della mattinata, una seconda nell’ambito della quale gli alunni hanno potuto porre delle domande alle quali i diretti interessati hanno risposto in maniera esaustiva (e si spera anche in modo sincero) e una terza in cui è stato proposto un sondaggio.


Dai risultati raccolti in quest'ultimo, è emerso che i giovani stanno trascurando sempre di più la politica, e questo è un dato allarmante.


I dati mostrano infatti che per le "nuove leve" hanno priorità la Famiglia (93.2%), il Lavoro (76.1%) e l’Amicizia (42.9%) mentre solo per il 5% la Politica.


La partecipazione attiva ai processi politici e sociali aumenta il livello di informazione dei cittadini e consente una migliore comprensione dei meccanismi e delle decisioni politiche, rinforzando così la fiducia nelle autorità e incrementando l’efficienza dell'operato di queste ultime.


Il punto chiave dell’incontro era quello di far realizzare ai giovani di essere i veri protagonisti della vita politica e a questo scopo le Istituzioni si sono messe a disposizione, rispondendo ai quesiti più cari agli studenti.


Le domande vertevano principalmente sul ruolo dei giovani e sugli aspetti fondamentali della società, come la Famiglia, la Sanità e il Lavoro.


Per quanto concerne il Lavoro, il fattore prioritario è, com’è naturale che sia, lo stipendio (82%) al contrario della sua vicinanza a casa (9%).


Il lavoro è fondamentale sia per la realizzazione personale che per lo sviluppo della collettività. È sia un diritto che un dovere e come tale viene tutelato dalla Costituzione.


L’articolo 4 in particolare è focalizzato su questo aspetto in due commi: il primo identifica il lavoro come un diritto che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini, promuovendo le condizioni che lo rendono effettivo, mentre il secondo lo contempla come un dovere che ogni cittadino è chiamato ad adempiere, svolgendo un’attività o una funzione che contribuisca al progresso della società secondo le proprie possibilità e inclinazioni.


“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
Ai giovani spetta il difficile compito di trainare il mondo attraverso una delle sue fasi più critiche e questo sarà impossibile senza adeguate misure e senza interesse da parte degli organi dirigenti, che esistono grazie alla politica e dipendono da essa e alla quale siamo chiamati tutti a interessarci e a partecipare, perché seppur con tutti i suoi lati negativi, senza una politica attenta e lungimirante sarebbe totalmente impossibile arrivare ad una svolta.


È necessario coltivare fin dalla tenera età nelle nuove generazioni un sentimento di curiosità ed accendere interesse nei confronti della politica e non avversione.


In questa direzione l’iniziativa è stata sicuramente un’ottima e utile opportunità, perché i Giovani, come tutti del resto, devono occuparsi di politica, affinché la politica si occupi di loro.


Il 22 marzo la legge sui Giovani è stata approvata dal Consiglio Regionale.